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Come posare davanti all’obiettivo? Le dritte dei fotografi per immagini naturali e autentiche

📅 23 Agosto 2026✍️ di Stefano Gentilini⏱️ 5 min di lettura

Quando vi trovate davanti a un fotografo, è naturale sentire un po’ di ansia. La fotocamera è lì, l’obiettivo è puntato verso di voi e improvvisamente non sapete più dove mettere le mani o come posizionare il corpo. Questo accade a molti, anche ai più esperti. Nel corso di decenni di matrimoni country nelle province italiane, ho imparato che la differenza tra una foto forzata e una autentica dipende da piccoli dettagli che trasformano il momento. Non serve essere modelli professionisti: servono pochi accorgimenti e molta naturalezza.

Come mai alcune foto sembrano sempre naturali mentre altre risultano artificiali?

La ragione è semplice: quando posiamo in modo rigido e consapevole, il nostro corpo comunica tensione e imbarazzo. Le migliori fotografie catturano istanti in cui la persona è presente ma non sta “recitando”. Questo è il segreto che i bravi fotografi conoscono bene.

La fotografia moderna, specialmente quella documentaristica legata ai matrimoni, si basa sul principio della Candid photography. Significa catturare momenti autentici senza pose artificiose. Quando una persona è consapevole di essere fotografata ma riesce comunque a rilassarsi, emerge la sua vera bellezza. Lo sguardo diventa vivo, il sorriso genuino, le linee del viso morbide.

Ho notato nei miei workshop che i migliori risultati arrivano quando le persone smettono di pensare al fatto di essere fotografate. Un consiglio che do sempre: respira profondamente. Il respiro è il primo linguaggio del corpo. Quando inspiriamo lentamente, tutto il nostro sistema nervoso si calma e questo si riflette immediatamente nelle immagini.

Quali sono le posizioni corrette per non sembrare strani nelle foto?

Non esiste una posizione universalmente corretta, ma ci sono principi che funzionano per la maggior parte delle persone. La regola fondamentale è creare angoli, non linee dritte. Un corpo perfettamente frontale e rigido è poco affascinante fotograficamente.

Quando state in piedi, posizionate un piede leggermente avanti all’altro. Questo crea profondità e un’inclinazione naturale del corpo. Le spalle dovrebbero essere perpendicolari o leggermente di tre quarti rispetto all’obiettivo. Girate il torso in una direzione e la testa nell’altra: così si allunga il collo e il viso appare più definito.

Per quanto riguarda le braccia, mai lasciarle penzoloni. Potete appoggiare una mano in tasca, sfiorare il tessuto dei vestiti, mettere le mani nei capelli o appoggiarvi a una superficie. Il movimento delle mani racconta una storia e aggiunge dinamismo alla composizione.

Se siete seduti, non sedetevi direttamente sulla sedia. Appoggiatevi sul bordo anteriore, create un angolo con le gambe. Questo semplice gesto fa sembrare il corpo più snello e consapevole. Inclinatevi leggermente in avanti: trasmette partecipazione e interesse.

Come evitare di fare espressioni strane e forzate durante gli scatti?

Le espressioni forzate nascono dalla paura e dalla sovracoscienza di essere osservati. Un sorriso innaturale è fra le cose peggiori che si possono fare davanti a un obiettivo: piegare le labbra senza coinvolgere gli occhi crea quella che i fotografi chiamano “il sorriso da tessera”. Gli occhi rimangono vuoti, il viso appare falso.

Il vero sorriso coinvolge i muscoli intorno agli occhi. In fotografia si chiama “Duchenne smile”, dal nome del ricercatore francese Guillaume-Benjamin Duchenne che lo ha identificato. Questo sorriso non si improvvisa: deve essere genuino. Ecco perché i bravi fotografi raccontano barzellette, creano dialoghi, cercano di farvi dimenticare la macchina fotografica.

Nel mio lavoro con le coppie durante le cerimonie country, noto che i momenti migliori catturati sono quelli in cui le persone ridiamo per qualcosa di vero, non per il click della fotocamera. Una tecnica che consiglio sempre: pensate a un momento felice della vostra vita pochi secondi prima dello scatto. Non dovete ricordarlo consciamente, basta che il vostro cervello abbia accesso a quell’emozione.

Anche lo sguardo conta enormemente. Guardare direttamente l’obiettivo è solo una scelta fra tante. Potete guardare verso il basso, di lato, verso l’orizzonte. Lo sguardo rivolto non direttamente alla macchina spesso crea una sensazione di mistero e naturale riflessione.

Cosa fare con le mani durante una sessione fotografica?

Le mani sono fra gli elementi più difficili da posizionare naturalmente. Non devono mai stare completamente ferme o piatte contro il corpo. La soluzione è muoverle, anche leggermente. Potete sfiorare il viso, passare le dita tra i capelli, aggiustare una collana, sostenere il mento. Ogni movimento deve sembrare naturale, come qualcosa che fareste normalmente.

Se siete in coppia, le mani dovrebbero toccarsi, intrecciarsi, poggiarsi l’una sull’altra. Il contatto fisico comunica connessione e intimità. Negli matrimoni che seguo, le foto più belle catturano piccoli gesti: lui che le accarezza il braccio, lei che si appoggia alla sua spalla. Non sono pose studiate, sono micro-interazioni umane.

Come respirare e rilassarsi durante gli scatti?

La tensione si vede subito nel viso, specialmente nella zona della mascella e degli occhi. Prima di uno scatto importante, fate tre respiri profondi. Inspirate per quattro secondi, trattenete per quattro, espirate per quattro. Questo semplice esercizio attiva il Sistema nervoso parasimpatico e vi fa sembrare immediatamente più calmi e presenti.

Subito prima dello scatto, fate un respiro profondo e durante il click espirate lentamente. Una persona che sta espirando ha sempre un’espressione più naturale rispetto a chi sta inspirando.

Domande rapide

Devo guardare la fotocamera? Non necessariamente. Le foto con lo sguardo laterale o verso il basso spesso risultano più affascinanti.

Quante volte devo sorridere? Non tutte le volte. Una buona sessione deve avere scatti serie, pensive e consapevoli, non solo sorrisi.

Cosa indossare per apparire bene in foto? Abiti che vi fanno sentire confidenti. Colori saturi o neutri, niente a righe strette che creano interferenze. Fate pratica davanti allo specchio prima della sessione.

Come comportarsi se sono timido? Comunicate con il fotografo. I bravi fotografi sanno come mettervi a vostro agio. Avrete scatti meravigliosi anche senza dovervi “performare”.

Stefano Gentilini

Appassionato di fotografia border collie e motori, Stefano ha scoperto la magia delle cerimonie seguendo matrimoni country nelle province. Racconta con passione i momenti ‘fuori copione’. Si dedica a workshop locali per giovani fotografi e racconta storie di autenticità.